Urban Nature: alla scoperta del verde in città, sapete di che si tratta?

 

Sono più alti di noi, vivono al nostro fianco, sfoggiano enormi chiome verdi ma spesso passano inosservati, tanto da dimenticarci quanto siano preziosi. Gli alberi delle città hanno un valore che nemmeno immaginiamo. Una ricerca condotta da un team internazionale, di cui ha fatto parte anche il professor Sergio Ulgiati dell’Università di Napoli, stima che gli alberi urbani valgano 1,2 milioni di dollari per chilometro quadrato. Un tesoro non solo per ossigeno e decoro, ma un vero e proprio pacchetto benessere composto da servizi “ecosistemici” che apportano benefici: eppure continuiamo a considerarlo un costo e non una risorsa.

Le previsioni europee indicano che entro il 2050 il 70 per cento della popolazione mondiale vivrà nelle città, ma in quelle stesse aree urbane i piani per aumentare la quantità di verde oggi vanno a rilento. In Italia ad esempio secondo l’Istat ogni abitante ha a disposizione, in media, 31 metri quadrati di verde urbano, ma nella metà delle metropoli italiane lo spazio dedicato alla natura è inferiore a 20 metri quadrati e ci sono perfino una ventina di città che non raggiungono la soglia dei 9 metri obbligatori per legge.

Mentre Matera è in testa alle classifiche del verde, Milano e Roma, seppur ai primi posti per quantità di alberi, sono rispettivamente al 73° e 74° nella lista pro capite. Vale a dire che la proporzione tra numero di cittadini e verde presente è ancora ben lontana dall’essere soddisfatta. Per associazioni come il Wwf quello che le istituzioni dovrebbero adottare è una strategia per riportare al centro natura e biodiversità cittadina: «Ci vuole un grande piano per il verde urbano» spiega la presidente Donatella Bianchi.

Perché quello che le piante ci offrono quotidianamente sono una serie di servizi ecosistemici, appunto, che dovremmo sempre mettere a bilancio nella nostra assicurazione sul futuro. Fra questi si contano benefici come la regolazione del microclima, la rimozione degli inquinanti atmosferici (nel mondo il particolato è il quinto fattore di rischio di mortalità), l’assorbimento del carbonio, i beni di consumo, l’aumento del valore immobiliare o della conservazione dell’ecosistema. Una semplice siepe o il balcone in fiore di una casa possono ospitare insetti per l’impollinazione, un polmone verde può essere casa di pipistrelli mangia zanzare: ogni cosa “si incastra” se investiamo sulle funzioni della natura.